Storia - COMUNE DI CASTEL DI CASIO

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CASTEL DI CASIO

 

E' situato nella pitttoresca ed elegante Valle del Limentra di Treppio, affluente del fiume Reno.

Aperta al sole, in posizione elevata (532m), gode di un clima salubre e mite ed è circondata da campi fertili, boschi e castagneti ombrosi.

Il luogo fu chiamato, durante la dominazione romana, "Vicus Cassi" (borgata di Casio), denominazione trasformatasi in seguito, come lo attestano molti documenti antichi, in Casi o Cassi e qualche volta anche Caxi.

Al tempo dell'Impero romano era un fiorente villaggio rurale. Ne fa fede uno scavo eseguito nel 1836. Nel dissodare un castagneto appena fuori dall'odierno centro abitato, un colono rinvenne varie urnefunerarie contenenti monete romane dell'epoca imperiale. Tra queste ve ne era una d'oro, recnte l'affige dell'imperatore Lucio Claudio Nerone ed altre d'argento e di rame che raffiguravano gli imperatori Tiberio e Galba.

Durante il medio-evo fece parte del feudo della contessa Matilde di Canossa. In una sua visita alle terre bolognesi , avvenuta nel 1098 lacontessa con molta probabilità visitò Casio. Gli abitanti la ricordano ancora con l'appellativo di " regina Matilde".

Morta la contessa nel 1115 Casio fu incluso nel feudo dei conti Alberti di prato. Alla fine del XII secolo il paese era alle dipendenze del nobile Gislimerio, uomo energico e valoroso. Il comune di Bologna, volendo allargare il suo dominio fino allo spartiacque dell'Appennino, pensò di sottomettere Casio ed i territori vicini con la forza.

Inviò in montagna un forte esercito sotto la guida di Angelillo degli Orsi e di Guittofredo da Cremona, i quali incontrarono la forte resistenza delle truppe di Gislimerio, il quale, dopo aver contrastato invano l'avanzata dei bolognesi, dovette rinchiudersi entro le mura dove sostenne un memorabile assedio di sei mesi e si arrese solamente per mancanza di viveri e a patti onorevoli (29/07/1211).

Nello stesso giorno in forma solenne ed in presenza del pievano, del prete Turnisio e del console Serafinello, il nobile giurò di rispettare e di far rispettare gli ordinamenti comunali bolognesi nelle terre a lui soggette. Egli stesso si dichiarò alleato a Bologna. L'alleanza ebbe una durata effimera, poichè dopo pochi mesi si ribellò. Ridotto all'obbedienza fu in seguito esiliato ed i suoi beni vennero confiscati.

Nel 1219 Bologna mandò a governare Casio un suo funzionario con ampi poteri: IL PODESTA'

La Podestaria di casio fu la più potente e vasta della montagna Bolognese.

I territori compresi tra i fiumi Reno e Savena e quelli tra le colline di Bologna fino ai confini della Toscana erano sotto la sua giurisdizione.


 

Alla podestaria fu dato come stemma un CINGHIALE FASCIATO DI SPIGHE DI GRANO, CIRCONDATO DA UN DOPPIO RAMO DI FOGLIE DI QUERCIA.


A causa delle continue lotte con i pistoiesi e i nemici del comune, Bologna soppresse la Podestaria e concentrò tutto il potere in mano a un capitano con sede a Casio.

Il primo Capitano di tutta la montagna fu Alessandro, conte di Mangona, discendente degli antichi feudatari di casio.

Nel 1306 casio fu assalito dai conti di panico, nemici implacabili del comune di Bologna e dato alle fiamme.

Nel 1328 i furiusciti bolognesi tentarono con un audace colpo di mano di dare il Castello a Castruccio castrcani, Signore di lucca e Pistoia, ma l'impresa fallì.

Nel 1347 comparve in paese ed in tutta la montagna la peste che mietè molte vittime

Apparve di nuovo il terribile morbo nel 1381 e a questo si aggiunse nell'anno 1388 una terribile carestia.

Alla fine del 1376 troviamo la montagna divisa in due Capitanerie. Casio e roncastaldo.

Quest'ultima veniva creata in caso di emergenza.

Il Capitanato di casio rimase per tutto il XIII-XIV e fino a metà del XV secolo il centro giudiziario, amministrativo e commerciale più importante della montagna bolognese.

Il Capitano aveva un 'autorità in certi casi illimitata, in materia penale poteva giudicare delitti per cui era stabilito la pena capitale. Molte sono le esecuzioni eseguite in Casio.

Attorno all'anno 1450 il Capitanato di Casio passò a Vergato. Questo provvedimento fu adottato dalla necessità di offrire alla popolazione un centro più comodo per il disbrigo delle pratiche amministrative e giudiziarie.

Nel frattempo Bologna era caduta sotto la Signoria di bentivoglio.

Nel 1470, il giorno 11 aprile, Casio fu scossa da un violentissimo terremoto. Soldati e cittadini trovarono la morte sotto le macerie. I danni furono enormi, oltre la metà delle case crollarono, comprese quattro torri e parte delle mura.

Nel 1506 il Papa Giulio II abbattè la Signoria dei Bentivoglio e Bologna passò definitivamente sotto lo stato ponteficio.

Nel 1644 Casio subì una tremenda incursione di circa trecento soldati fiorentini , i quali saccheggiarono il paese e lo diedero alle fiamme.

A travagliare ancor più la povera popolazione apparve negli anni 1648-49 la peste che fece oltre ottanta vittime tra Pieve e Casio.

Dopo un periodo di turbinose vicende Castel di Casio fu annesso al Regno di Italia (1860) e presentemente fa parte della nuova Repubblica Italiana (Dino Presi)

 

 

 

 

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